IV Mistero Doloroso Gesù sale il Calvario carico del pesante legno della Croce

 

dol4Lurido di sangue, sfinito, dissanguato, non è più un uomo, ma una creatura da fare pietà.

Si trascina appena, tirato da una fune che gli lega le mani come un malfattore. E’ un essere ripugnante. Ed era così bello il mio Gesù!

Imponente nella sua statura da incutere soggezione, i suoi occhi azzurri come il cielo che penetravano i cuori e scrutavano l’anima, i suoi capelli lunghi e biondi, le sue mani lunghe e ben fatte, la sua veste bianco-avorio sempre Candida ed inconfondibile. Ed ora, povero Gesù, a che cosa ti ha ridotto l’amore, l’amore per le creature che non sanno se non insultarti, percuoterti, ucciderti.

Il confronto con Barabba non regge. La folla grida: “Libera Barabba, non Gesù. Crocifiggilo a morte”!

Il Cielo inorridisce a tanta sete di sangue e di supplizio.

Gesù è disfatto, e senza forze e gli si comanda di portare la Croce sulle spalle: una pesante Croce. Ahi, quella Croce così pesante e gettata brutalmente sulle povere spalle, urta la corona di spine provocando uno spasimo da straziare l’anima; si conficca maggiormente nella povera testa di Gesù da mozzargli il fiato. Gesù abbraccia la Croce con mano tremante ma sicura, barcolla sotto quel peso, vede appena con gli occhi velati di sangue e di lacrime; ha la testa vuota per il dolore e la debolezza. Avanza lentamente con molta difficoltà tra uria e bestemmie di soldati che vogliono sbrigarsi. Gesù passa tra due ali di popolo muto, ma senza pietà. Cammina ma non regge più, non sa neppure dove si trova, ha la testa vuota e cade per terra.

La Croce è su di Lui premendogli la testa e il corpo. Giace bocconi privo di sensi. Che spettacolo e che cuore quegli uomini! Lo percuotono con pugni, schiaffi, calci; gli tirano i capelli, lo battono con la frusta.

cr04E Gesù si rialza e continua il doloroso cammino. Gesù mio, ti voglio aiutare anch’io, la tua dolce Gemmina, anch’io dissanguata, senza forze, con tanti dolori, con tante sofferenze.

E che sono le mie sofferenze vicino alle tue? Gesù mio non ce la faccio a portare la Croce, sono tanto debole, tanto stanca, ma sono con Te, sempre con Te, vicina al tuo dolore.

Il Cireneo aiuta Te e me, perché io non ti voglio lasciare solo, Amore mio. Vengo al Calvario con la tua Mamma, con Giovanni, con le pie donne e cadrò con Te la seconda e la terza volta.

Con Te, mio Gesù, ma sempre nel tuo cuore.

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