12 C
Nociglia
mercoledì, Gennaio 21, 2026
HomePreghiere di AntoniettaIII Mistero Gaudioso La nascita di Gesù Bambino nella capanna di...

III Mistero Gaudioso La nascita di Gesù Bambino nella capanna di Betlem

 

3GAUDIOSOE’ penoso il camminare di Maria e Giuseppe per andare ad iscrivere il proprio nome alla tribù di Giuda, origine della sua discendenza.

Il censimento dava loro tanta sofferenza e le loro particolari condizioni avrebbero potuto scusare Maria e il suo sposo Giuseppe.

Pure essi, così fedeli alle leggi, così docili, intraprendono un cammino di diverse giornate su un asino. Giungono a Betlemme stanchi e Giuseppe, addolorato per la sua sposa che soffre, bussa e ribussa all’albergo, alle case, perché concedano un posto alla sua sposa che sta per partorire.

Maria soffre perché il parto è vicino e soffre maggiormente perché il suo bambino è Gesù, il Figlio di Dio.

Oh, quanto prega la mia Mammina e spasima di dolore, piange perché non può fare nulla per il suo Gesù! Ha lasciato la sua casa a Nazareth che, anche se povera, è preparata per l’evento.

Oh, davvero che i disegni di Dio sono misteriosi! Seduta come è di lato sull’asinello, non può fare a meno di piangere la sua tristezza: nemmeno una casa a quell’Amore di Figlio!

E’ raccolta nel suo dolore e quel pianto fa proprio pena; oh, potessi portarla a casa mia! Sono accanto alla mia Mammina per confortarla, per asciugarle le lacrime. Fa tanto freddo e il volto della mia Mammina è contratto dalla sofferenza.

Le sono vicina, vicina per stringerla a me e scaldarla col mio calore di povera e malata fogliolina. Piango vicino a Lei, ma non voglio disturbarla: non è giusto mentre è raccolta in preghiera e soffre tanto. Che posso fare?

Vado con gli Angeli, insieme a Giuseppe, a picchiare alle porte per trovare un posticino per la Mamma di Gesù. Come bestemmiano questi uomini e come sono villani! Cacciano via Giuseppe tra risate e insulti; s’è fatto tardi, fa tanto freddo e hanno picchiato a tutti gli usci.

Proprio non c’è posto per Gesù.

Un pastore, impietosito di Giuseppe e Maria, indica un ricovero di bestie, camminando ancora più in là. “Lì i pastori ricoverano le bestie e dormono anch’essi, sarà buono anche per voi”, così dice.

Maria è sfinita di forze, Giuseppe è tanto triste per non aver potuto pensare alla sua dolce sposa e al Figlio di Dio.

Camminano nella notte profonda e gelida in preghiera continua e fiduciosa.

Col mio Angiolino e tanti altri Angeli io corro innanzi e… troviamo subito una grotta, la prima. Qui nascerà il mio Gesù. Ecco, puliamo la capanna insieme agli Angeli; anch’io, sebbene debole, porto le pietre per chiudere le fessure e ripararla dal vento e dal freddo come meglio si può.

Anche se il luogo non è bello, sono contenta; ho tanta gioia nel mio cuore.

Ecco arriva Giuseppe e… Maria col suo asinello. Come è pallida la mia Mammina!

A fatica scende e, aiutata da Giuseppe, entra in quella misera grotta, avanza presso la greppia e s’inginocchia. Gli occhi sono rivolti al Cielo, le mani giunte, il volto è pieno di tanta luce… è un sole!

Schiere di Angeli volteggiano nella grotta e un profumo delicatissimo avvolge tutti.

La grotta non c’è più attorno a me, ma solo tanti Angeli che, a schiere, vanno e cantano: “Gloria a Dio nell’alto dei Cieli e pace in terra agli uomini di buona volontà”. Alleluia!

Anche io canto con loro e cantiamo “Astro del Ciel” e “Tu scendi dalle stelle”. La gioia è immensa e non reggo più quando vedo il piccolo Gesù avvolto nelle fasce. Maria lo prende e lo pone nella mangiatoia. L’asinello è vicino al bambinello e così un bue che si trovava nella stalla.

Anche loro adorano il Creatore e lo scaldano con l’alito caldo. Maria guarda estasiata Gesù e Giuseppe, guarda beato il Figlio di Dio e la sua Mamma. Io non bado più agli Angeli, ai canti, e m’inginocchio dinnanzi a Gesù Bambino.

Non voglio andarmene più, tanto mi piace quel pargoletto. Quando sollevo gli occhi, vedo vicino a me, San Francesco, la Beata Clelia, P. Pio, che mi guardano e sorridono.

Piuccio mi dice: “Ma che vuoi, birichina?”.

Anche la Mamma di Gesù ora sorride e dice: “So io che vuole la nostra Gemina!”. Così dicendo, prende l’Amore del suo cuore e lo pone tra le mie braccia. Io lo accarezzo, lo bacio, lo stringo al cuore, lo vezzeggio, mentre sento il Cielo nel mio cuore.

Tutti intorno ridono e io, offesa, dico loro: “Perché ridete? Lo volete voi?”.

Parla per tutti Piuccio: “Eh, sai com’è… temiamo che non ce la fai a tenerlo e puoi farlo cadere per terra…”.

Ridiamo in coro, poi la Mamma Celeste prende il suo Gesù e lo fa baciare ancora a tutti, uno alla volta.

Io lo bacio ancora… e sono l’ultima.

Altre articoli nel sito...

21 Giugno 1991

dai Diari di Antonietta <<Ti ho scelta e mi hai seguito, ti ho schiacciata e non mi hai detto di no ...>>

19 Giugno 1971

 Prego per tutti con la speranza che il Signore accolga la preghiera mi faccia di me quello che vuole.

Articoli del sito collegati

In Libreria il primo libro sulla nostra cara Antonietta

Fatta di terra, rivestita di Cielo 72 quaderni superstiti (inediti e attualmente giacenti presso la...

dai diari di Antonietta/01

<<Il Signore ha pronunciato alcune parole, mentre mi abbracciava con le lacrime agli occhi....

Dalle preghiere di Antonietta (introduzione)

Antonietta De Vitis Associazione ONLUS Rosario Meditato, Via Crucis, Ora Santa ed altre preghiere di Antonietta De Vitis Trascrizione...

Dichiarazione tratta dagli scritti

Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo di chiaro quanto segue: Gesù...